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5 motivi per volare a Los Angeles

Una domanda che può capitare di farsi nella vita è perché partire e andare proprio a Los Angeles? A parte per gli appassionati di Lalaland (se non l’hai ancora visto, eccoti un link interessante), sarà difficile trovare delle motivazioni che non rimandino esclusivamente al mondo del cinema.

Ebbene in questo articolo cerchiamo di fornirti 5 buone motivazioni per trascorrere un po’ di tempo nella città degli angeli:

  1. Il Griffith Park. A Los Angeles puoi trovare uno dei parchi urbani più grandi del nord America e la sua area copre quasi 6 volte quella di Central Park a New York. Immergersi nel verde e al contempo godere della famosa scritta Hollywood, non è poi così difficile come sembra;
  2. Il distretto di Hollywood. Esiste un solo posto al mondo in cui hai la possibilità di incontrare un personaggio famoso per la strada e si trova nella città di Los Angeles. Ovvio, se la possibilità non si concretizzasse, quale modo migliore per consolarsi se non camminare lungo la Walk of Fame, marciapiede sul quale hanno lasciato le loro impronte più di 2.000 celebrità?
  3. Venice Beach. Conosciuta come la mecca della California, L’area fu ideata all’inizio del ‘900 da un costruttore intenzionato a ricreare una sorta di nuova Venezia, con ben 30 km di canali. Se sei un tipo romantico, le passeggiate sul lungomare della spiaggia offrono una commovente panoramica della città.
  4. La cultura, ovvero il Getty Center. Molte donazioni private da tutto il mondo hanno aumentato la notorietà di questo museo. Dal Rinascimento ai giorni nostri puoi immergerti in un mondo di cultura che sa sempre conquistare tutti, dai più esperti di arte a chi sceglie di visitare un museo quasi per caso;
  5. Lo scenario ideale per sognare. Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto, di quelli difficili, a volte irraggiungibili. Per questo, spesso possono fare male e farci sentire piccoli e senza forze. Nel perseguirli ogni giorno, siamo come eroi che cercano di mantenere viva una fiamma contro mille ostacoli. Chi potrà mai sapere se torneremo a casa vincitori? A volte non è quello l’importante. Se quei sogni sono autentici, nei momenti difficili ci ricorderanno quale sia la nostra vera passione, ci rimetteranno in contatto con il nostro io più intimo. E sarà questa la vera conquista!
    Los Angeles ti offre gratuitamente uno scenario suggestivo ideale per rivivere questa verità: il luogo che è stato oggetto dei sogni di molti, è lo scenario ideale per continuare a fantasticare e scoprire noi stessi.

Ancora non sei convinto a partire alla scoperta di Los Angeles? Scopri i nostri programmi con accompagnatore e i nostri percorsi individuali

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Dublino è quasi amore (pt.II)

Non sarà nemmeno facile parlarci con la musica così alta. Devo aspettare il momento giusto, che però arriva molto prima del previsto. Pietro e i due ragazzi che stanno sempre con lui Giulio e Marco escono dalla sala. Bene è il momento, decido di seguirli anche se ancora non ho ben chiaro come poter iniziare la conversazione. Si sono fermati appena fuori vicino all’uscita e parlano a voce molto alta; nonostante questo non riesco a capire di cosa.

L’aria è fresca ma non troppo, i colori del cielo d’Irlanda hanno tonalità mai viste prima. Rimango un attimo imbambolata di fronte a quello spettacolo; sono le 9 di sera e ancora il sole splende. Sapevo che avrei assistito a dei tramonti in orari improbabili perché siamo molto a nord, ma mai avrei creduto che sarebbero stati di quel colore.

Mentre gli altri due ragazzi mi danno le spalle riesco a soffermarmi per la prima volta sul volto di Pietro. Il sole gioca con i suoi capelli mori e crea riflessi strani, quasi dorati; anche i suoi occhi azzurri cangiano al sole.

Proprio nel momento in cui non avrebbe dovuto alzare lo sguardo perché la mia espressione era tutto tranne che intelligente, ecco che mi nota:
“Ciao Anna! Ancora non avevo avuto modo di salutarti! Come stai? Tutto bene?” passano dei secondi in cui a me sembra presa una paresi facciale. No, non riesco a parlare e quindi rispondo nel modo più automatico e scontato che esista
“Ciao Pietro! Si, si tutto bene. Tu come stai?”
“Tutto alla grande, grazie! Ci vediamo dentro, ciao!” – risponde mentre si incammina di nuovo dentro. Mentre dice ciao, la porta si richiude.

Rimango lì, ancora per qualche secondo sperando in un qualche miracolo che però non accade. Mi accorgo di non essere affatto capace di fare ciò che Elisabetta mi chiede. Torno nella stanza a vetri, la musica è alta come qualche minuto prima. Elisabetta si diverte e sembra spensierata. So che dovrò affrontare l’argomento ma decido di rimandare al giorno dopo. Mi defilo dalla festa prima di tutti e torno in camera mia chiudo la porta bordeaux e mi lancio sul letto. Penso a quello che è appena successo e non riesco a capire il motivo di tanto turbamento. Nella mia testa si accalcano le statue di Molly Malone e di Joyce, i profumi del grano irlandese, le facce dei miei compagni di viaggio e in questo vortice di immagini distorte e sconnesse, piombo in un sonno profondo.

Mi sveglia un rumore molesto come di porte sbattute. Guardo l’orologio, sono le due e mezza passate. Decido di mettermi almeno il pigiama e continuare a dormire quando qualcuno bussa alla porta:
“Anna sono io, apri” era Elisabetta. Con una stanchezza infinita mi avvicino alla porta e l’apro
“Ciao Eli”
“Ma si può sapere perché sei andata via senza dirmi nulla?”
“Non mi sentivo bene”
“Ma pensavo che dovessi fare qualcosa giusto? O l’hai dimenticato?”
“No Eli non l’ho dimenticato ma parliamone domani, ok? È tardi non mi pare il momento.” – mi fulmina con lo sguardo e senza neanche rispondermi si gira e raggiunge più avanti nel corridoio del flat il resto del gruppo. È notte fonda ma loro sono ancora svegli. Molto probabilmente erano rientrati qualche ora prima ma io non li avevo sentiti ed Elisabetta mi aveva cercato solo ora, quando si era accorta di non poter aspettare le luci del mattino.

Il giorno dopo la mattinata di lezione trascorre in relativa tranquillità. Ho evitato l’argomento con Elisabetta a colazione ma so che non potrà durare a lungo. Infatti a pranzo mentre tutti stanno discutendo dell’escursione del pomeriggio che sarà al birrificio della Guinness, lei mi richiede la stessa cosa della sera prima, in modo se si può, ancora più insistente.
“Mi vuoi dire cosa è successo? Altrimenti dovrò pensare che mi nascondi qualcosa!”

Qualcosa da nascondere forse c’è. Posso fingere quanto voglio o rimandare quanto mi pare l’appuntamento per fare i conti con me stessa, ma non ci vuole un ingegnere areo-spaziale per capire che Pietro mi ha colpita. Scaccio il pensiero come una mosca fastidiosa e le rispondo:
“No Eli non ti sto nascondendo niente, è che mi sono trovata in difficoltà, non sapevo come attaccare bottone! È un anno che non ci parlo e non ci riesco. Mi dispiace ma quello che mi hai chiesto non rientra nelle mie capacità, non è proprio possibile…”
“Ma proprio tu? Non hai problemi con nessuno, sei socievole e adesso è un problema parlare con lui? Scherzi vero?” Non so cosa dire, non c’è niente che in quel ragionamento non quadri. Distolgo impercettibilmente lo sguardo e vedo di nuovo Pietro che questa volta è da solo al tavolo e sta guardando il cellulare. Sento una specie di fitta al petto.
“Hai ragione Eli” cerco di replicare “non so cosa mi sia successo ieri sera cercherò di risolvere il problema, vedrai che andrà tutto bene” non so se cerco di rassicurare più me stessa o a Elisabetta.

To be continued…

Se ti sei perso la prima parte della storia di Elisabetta e Pietro, clicca QUI

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I segreti di Southbank

Camminando si riescono a cogliere i dettagli più impensabili di un paesaggio e a dedicare a ciascuno di essi il giusto tempo; ogni suono, musica o stimolo per i sensi viene accolto col giusto ritmo e si può soffermarsi a pensare ed apprezzare la bellezza dell’insieme. Passeggiare significa rendere più intensa la propria esperienza di viaggio e quindi essere più veloci, fare più strada in concreto ma anche interiormente.

Una passeggiata che non può mancare di fare a Londra, è quella a Southbank, meta tra le più gettonate e le più famose della city. Fino alla seconda guerra mondiale sede di cantieri e officine e quindi una zona poco interessante, nel corso del tempo il quartiere si è rivalutato ed è ad oggi uno dei più vivaci a livello culturale.

Dopo aver attraversato il Tower Bridge, vi ritroverete sulla sponda meridionale del Tamigi (ed è questo che letteralmente Southbank significa), arrivando dopo poco sotto il famoso Shard (la “scheggia”), il grattacielo più alto dell’Unione Europea che domina lo skyline londinese e la Southwark Cathedral, una cattedrale gotica del 1200.
Importante complesso artistico/culturale è poi il Southbank Centre costituito dal Royal Festival Hall, Queen’s Elisabeth Hall e dalla Galleria d’arte Hayward.

In questa particolare zona di Londra, ricostruita dopo i bombardamenti degli anni ’40 e quindi moderna ma ricca di un fascino inspiegabile, lo spettacolo è unico e nuovo ogni giorno. Non a caso le emozioni saranno sempre diverse perché diversi i particolari da scoprire; gli infiniti punti di vista sui monumenti, sui paesaggi, sugli edifici e lo stato d’animo di chi osserva, si mixeranno per dare vita a percorsi importanti per ciascuno in quel preciso istante. E niente potrà mai più togliervi dalla testa un tramonto vicino al Millennium Bridge, il profilo della St. Paul’s Cathedral poco più lontano o del Globe Theatre, dove gli appassionati di letteratura potranno sentirsi al centro del mondo. L’immancabile passeggiata londinese sulla riva del Tamigi o Queen’s Walk come viene chiamata, vi riempirà il cuore con le sue luci, con i suoi colori e anche con le sue persone. Gli artisti di strada sapranno accompagnarvi lungo il fiume, con melodie inaspettate facendovi scoprire che anche la musica si può toccare. Le percezioni si fondono in unico sentire trasportando il viaggiatore migliaia di anni luce più avanti di tutti.
Per questo Thoreau aveva ragione:

“Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi”
(Henry David Thoreau)

Primavera Viaggi ti accompagna alla scoperta di Southbank con un programma dedicato. Scopri di più sul nostro sito!

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Summer Camp

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Giulio aveva sempre sognato di trascorrere almeno qualche giorno diverso dagli altri. Sebbene avesse solo 8 anni, si rendeva benissimo conto che spesso la vita poteva diventare una routine e trasformare anche i momenti più divertenti in impegni da segnare su un calendario. Ogni anno, con l’approssimarsi della brutta stagione, provava questa spiacevole sensazione: perché,si chiedeva, avrebbe dovuto perdere il piacere di fare le cose solo perché in inverno tutti correvano dietro a orari, impegni, scuola e lavoro?

L’estate rendeva tutto molto più semplice, e come dargli torto? Con le vacanze arrivava la libertà di riscoprire le proprie passioni e Giulio adorava proprio che i giorni fossero diversi l’uno da l’altro. È una vocazione particolare per un bambino, ma se avesse dovuto rispondere alla domanda: “cosa desideri di più al mondo?” avrebbe risposto proprio così: “che ogni giorno sia un’avventura mai uguale a quella precedente!”.

E infatti, quando hai molto tempo a disposizione ne puoi fare di cose, ognuna diversa dall’altra! Giocare con gli amici in primis e magari farsene di nuovi.

La mamma di Giulio sapeva che queste aspirazioni erano giuste e da incoraggiare ma fino a quel momento non era riuscita a trovare niente che le rispecchiasse. Si sentiva triste per non riuscire a organizzare una vacanza che avesse i ritmi di quel credo: ogni giorno un’avventura che nel divertimento avrebbe rappresentato anche una crescita importante.

Per caso, una domenica fredda e ventosa, le capitò di parlare con un amico di suo figlio. A casa sua si dava una festa per il compleanno di Giulio e si ritrovò così, quasi per caso, a parlare dell’estate. Non appena il ragazzino sentì quella parola, il suo volto si illuminò.

Si illuminò di un ricordo vivido a tal punto che quando dopo pochi attimi smise di pensarci, si stupì di essere in una casa non sua, insieme a tutti gli altri bambini, al riparo dal gelo di fuori. Smarrito tra le esperienze vissute, ripercorse l’estate precedente passo, passo come se fosse passato solo un giorno.

Tanti amici, la partenza insieme, ognuno con il proprio zaino viola, con la propria voglia di giocare.
Appena arrivato aveva respirato un’atmosfera d’intesa con tutti e aveva preso confidenza con lo spazio: quella piscina ancora gli faceva venire voglia di saltare per tuffarsi e i campi per sfidarsi e fare sport sembravano fatti a posta per lui. Ricordava le risate, i profumi della cucina e l’inglese…ogni giorno era davvero un’avventura!

“So di cosa parli” disse apparentemente all’improvviso alla mamma di Giulio. “Io ci sono stato in un posto dove si trova quello che Giulio vuole!”

È vero, quel posto esiste! Ed è unico nel suo genere proprio perché cattura il senso più profondo del divertirsi insieme crescendo, imparando e perché no, diventare degli adulti migliori.

 

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Studiare inglese a Hollywood…da Oscar!

Anche quest’anno il conto alla rovescia per la cerimonia di assegnazione degli Oscar è partito e l’attesa per conoscere i vincitori delle statuette dorate famose in tutto il mondo è fervente. Domenica 26 Febbraio, o meglio la notte tra la domenica e il lunedì per il fuso orario italiano, tutti i personaggi più importanti dell’industria cinematografica mondiale si riuniranno all’interno del Kodak Theatre.

oscar Hollywood è un quartiere della città di Los Angeles, situato a nord-ovest del centro della città e significa letteralmente “bosco di agrifogli”, nome che gli è stato dato alla fine del IXX secolo da un imprenditore dopo avervi realizzato alcune opere. La vocazione imprenditoriale di questo luogo è nota dunque fin dalla sua nascita e nel corso degli anni successivi non ha fatto che confermarsi, per poi tradursi dagli anni ’20 in industria cinematografica.

La storia di Hollywood coincide con quella del cinema americano e quindi del Cinema con la C maiuscola: la particolarità del posto, le sue caratteristiche climatiche e paesaggistiche hanno reso il villaggio la “mecca del cinema”.

Ancora oggi Hollywood è un simbolo e un sogno sia per i visatatori che per coloro che tentano di diventare una star del cinema: è un sogno americano che non passa mai di moda e su cui ogni anno si riaccendono i riflettori grazie alla notte di questa domenica!

Per celebrare insieme quest’evento, abbiamo deciso di condividere con voi cosa aspetta chi sceglie di frequentare le scuole selezionate da Primavera Viaggi!
Vicino a tutto questo, vicino al cuore pulsante del cinema.
Se sei appassionato di american movies puoi vivere un’esperienza irripetibile dietro la cinepresa americana! Quando mai ti ricapiterà di visitare i quartieri preferiti dagli attori, un importante studio cinematografico e assistere a delle registrazioni televisive?

Scopri di più sui nostri programmi:

Per scoprire tante altre destinazioni, visita il nostro sito: http://primaveraviaggi.it/

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“È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.”
John Keaton – L’attimo fuggente

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Dublino è quasi amore (pt.I)

Una città che puoi aver paura di trovare grigia, ma che in realtà esplode di colori. I parchi che la circondano sono la scusa ideale per trovare pace dalla confusione della città e godere del sole estivo. Sono convinta che anche nelle giornate autunnali il paesaggio permette di perdersi ed entrare in contatto con la natura, magari in sfumature paradossalmente più calde, ma sempre in una specie di oasi, un labirinto di giardini.

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Phoenix Park

Dublino mi accoglie in un turbinio di emozioni. Siamo un gruppo di una ventina tra ragazzi e ragazze. Tutti frequentiamo tra il secondo e il quarto anno della scuola superiore. Da questa vacanza studio tutti ci aspettiamo il meglio. Siamo lo stesso gruppo dell’anno precedente, quelli di Londra, quelli che ormai condividono molto più di quello che pensano anche se lo scopriranno solo crescendo.

Arriviamo al college stanchi, come è normale che sia e perlopiù è tardi per la cena. Tutti riceviamo il cosiddetto “packed-dinner” che forse per i ragazzi famelici del nostro gruppo non è proprio il top, ma riesce comunque a fare il suo gioco.

Le camere sono suddivise in appartamenti ben attrezzati e funzionali. Ogni appartamento ha una sala comune e così fin da subito, pur non volendo, si vengono a creare dei piccoli gruppi. Io sono ovviamente con la mia migliore amica, Elisabetta. Il destino ci ha unite da lontano e anche nell’assegnazione delle camere rispetta la nostra vicinanza. Siamo praticamente dirimpettaie.

La camera di Elisabetta è vicina all’uscita dall’appartamento, ovvero alla porta d’ingresso. Quando questa si spalanca, si riesce ad intravedere l’entrata dell’appartamento di fronte, quello di una parte dei ragazzi del nostro gruppo. Succede così, che la mattina del primo giorno, il lunedì, quello del test d’ingresso, Elisabetta a colazione si siede, mi guarda e esordisce con un semplice e terrificante “penso di essermi innamorata”.
Buongiorno mondo! Se c’è una cosa che letteralmente odio sono i sentimentalismi in vacanza. “Dai Eli abbozzala, sempre la storia di Pietro? Su almeno un po’ di fantasia, lo sai l’anno scorso come è andata non ti ci mettere anche a questo giro ti prego.” Mi guarda con occhi sconsolati. So benissimo a cosa corrisponde quell’espressione. È la calma prima della tempesta, lo sguardo di sconforto e insoddisfazione di chi non mollerà mai l’osso. Decido per il momento di non dare peso a quelle pericolose parole e annegare le mie preoccupazioni nei cereali e nello yogurt. Lo so, è una colazione internazionale, potrei osare molto di più ma meglio non esagerare il primo lunedì.

Elisabetta e Pietro si sono conosciuti l’anno scorso a Londra, frequentano lo stesso liceo ma non sono nella stessa classe e lui l’ha già fatta soffrire abbastanza. Forse sono solo io ad essere rimasta alla fase in cui ragazze e ragazzi si stanno antipatici e si fanno i dispetti vicendevolmente senza aspirare ad altro? Non è questo il punto. Il problema, o meglio, la soluzione ideale, è cercare di non ripetere gli stessi errori. Servono a questo no, quei dannati? A cercare di fare nel futuro la cosa giusta. Ecco, il futuro è arrivato e la storia sta per ripetersi: tra il disastro per la mia amica e la sua salvezza, ci sono solo io con la mia volontà di evitare il peggio.

Dublino ha un centro a misura d’uomo, pieno di negozi e di persone amichevoli. La prima escursione che facciamo è proprio in centro ed è lì, davanti alla statua di Molly Malone

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Molly Malone – Grafton Street, Dublin

che Elisabetta riparte all’attacco con una richiesta abbastanza esplicita: “mi devi fare un favore”. Guardo altrove, cerco di far finta di non aver sentito e attaccare di nuovo bottone con qualcuno del resto del gruppo ma lei non si arrende e riparte con tono quasi concitato “questa è la volta buona me lo sento, non fa che lanciarmi occhiate…mi fai un favore o no? Dovresti solo parlarci e poi si insomma…parlargli di me, capisci?” “Eli che stai per chiedermi? Che vuoi? Lo sai come la penso su voi due, sono tua amica e non ti dirò mai qualcosa che non penso. È palese che ti stia prendendo in giro e non asseconderò questo tuo spirito masochista a tutti i costi…” Ecco forse ho esagerato. Gli occhi della mia migliore amica si riempiono di lacrime che riesce a stento a trattenere. Mi pento di quello che ho detto ma in fondo so che spesso non c’è modo di abbellire una realtà scomoda. In ogni caso avrei potuto fare meglio. In un attimo inizio ad odiare Pietro e a maledirlo. È tutta colpa sua se adesso mi ritrovo in questa simpatica situazione con la mia migliore amica che non mi parla a meno che non faccia il piccione viaggiatore tra lei e lui.

Mentre stiamo risalendo sul tram che ci riporta al college realizzo di non avere scelta. In fondo la verità delle cose sarebbe stata palese comunque ed io non ero nessuno per poterla imporre a qualcuno, tantomeno ad una mia amica. “Eli scusa dai” parlo riprendendo il filo del discorso bruscamente interrotto “va bene, stasera ci parlo” “davvero lo faresti?” risponde lei “o dio grazie Anna non ci credo che ci hai ripensato” mi abbraccia ed abbiamo già fatto pace. La cena trascorre pacificamente tra lo staff della scuola che inizia ad invitarci con entusiasmo alla serata in discoteca che sarebbe iniziata di lì a breve. Sapevo che la mia di serate avrebbe previsto qualcosa di più che conoscere altri studenti e parlare inglese. Ci prepariamo, anche se quella di Elisabetta più che una preparazione sembra una chiamata alle armi. È agitata e determinata a tal punto che anch’io ho l’ansia. Molta. Opto per un vestiario comodo e tranquillo che mi metta a mio agio, jeans e maglietta tanto pe cambiare. Il contrario di Elisabetta che invece sembra pronta per il red carpet. “Ti manca lo strascico poi puoi andare alla Academy Night” “Mi stai prendendo in giro?” Mi risponde un po’ sulla difensiva “Ma no dai sto scherzando…solo invidia” non è vero ma cerco di farla felice. Si guarda allo specchio con aria soddisfatta, siamo pronte ad andare.

La sala polivalente a pian terreno è stata adeguatamente resa una discoteca; è tutta a vetri e si affaccia direttamente sul giardino. Nelle serate organizzate dai college si respira un’atmosfera strana. Il gruppo di partenza rompe le righe per conoscere nuovi studenti, stringere nuove amicizie. Ognuno prova a dare il meglio di sé e si crea un clima di attesa. Elisabetta agisce da stratega e inizia a non considerarmi in modo tale che sia costretta a portare avanti il suo interesse. Mio malgrado riesce nell’intento. Penso che alla fine ho accettato di mia spontanea volontà di farle quel favore e che quindi sarebbe stato meglio passare all’azione. Prima era meglio era. Cerco Pietro con lo sguardo. Lo trovo. Come sempre sta tenendo banco e noto che in molti lo guardano, non solo ragazze. La combriccola che l’accerchia è mista: ci sono i suoi migliori amici ma anche stranieri. Non avevo calcolato il fattore imbarazzo; io e Pietro ci conosciamo dall’anno precedente quando lui ancora era un po’ sfigato, più timido forse, a giudicare da come si comporta adesso, mentre io ero il maschiaccio, quella giocherellona. No, non avevo realizzato fino a quel momento che le parti si erano decisamente invertite.

Continua…

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Six tips to learn english

Conoscere è da sempre, il miglior regalo che si possa sognare di fare ma anche di ricevere. Per questo, abbiamo pensato che il modo migliore per augurarvi buon Natale sia darvi dei consigli utili per imparare l’inglese, 6 per la precisione.

L’inglese è considerata una delle lingue più facili da imparare, ma nonostante questo riuscire bene a comunicare e comprendere può essere una dura prova anche per gli studenti più esperti. Ecco perché anche per i più navigati, è sempre importante allenarsi costantemente. Pronti per immergervi in modo divertente nella lingua?

  1. Leggete qualsiasi cosa vi capiti a tiro
    Spesso, anche se non ce ne rendiamo conto, uno dei metodi meno faticosi da sperimentare per imparare in modo rapido è quello di leggere qualsiasi cosa in inglese. Vi ritroverete a conoscere parole che mai avreste pensato di poter utilizzare o sapere…ad esempio l’altro giorno grazie a un volantino ho imparato che brass in inglese significa ottone. Un titolo di un articolo, l’etichetta dello shampoo, i volantini…ogni scusa è buona!
  2. Lasciatevi guidare dalla curiosità
    Ogni curiosità vi venga in mente dovrebbe essere lasciata libera di trascinarvi alla ricerca della risposta…magari in lingua! Perché gli inglesi bevono il tè delle 5?
  3. Guarda i film e le tue serie preferite in lingua originale
    Vista la grande diffusione di numerose serie tv e la loro popolarità, seguirle in lingua originale magari aiutandosi con i sottotitoli, potrebbe essere un ottimo esercizio per allenare l’orecchio e imparare nuovi vocaboli! Game of Thrones, Sherlock, House of Cards…scegli una serie tv e immergiti
  4. Passa un periodo di studio o lavoro all’estero
    Senz’altro uno dei modi migliori per acquisire consapevolezza della lingua e cogliere lo spirito della cultura inglese, è quello di studiare o lavorare per un periodo all’estero. L’inglese è una delle lingue più parlate al mondo, per questo potrai trovare molte alternative tra le quali scegliere per la tua esperienza. Tra i programmi di Primavera Viaggi trovi molti spunti per organizzare un periodo di studio o lavoro all’estero…dai un’occhiata ai nostri programmi per adulti o under 18!
  5. Seguire blog o canali youtube
    Sono molti i canali youtube o i blog che trattano argomenti di vario genere in lingua inglese; potrebbe essere una buona occasione per informarsi ed esercitarsi allo stesso tempo! Esempi a tal proposito sono per quanto riguarda i canali You Tube Anglo-Link, Speak English with Mister Duncan, Easy English, mentre per i blog troviamo Duolingo, English Link, Test Your Vocab e molti altri…basta solo cercare!
  6. Sfruttare la propria passione
    Ti piace cucinare? Perché non sperimentare piatti di cucina internazionali magari cercando informazioni in inglese? Anche recitare è un altro hobby che si presta al raggiungimento dell’obiettivo…il teatro inglese ha molto da insegnare!

Una volta capito il meccanismo, è semplice lasciare che la nostra personalità e le nostre passioni diventino la linea guida per migliorare la lingua e perché no, anche noi stessi!

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Londra e le feste: ovvero la storia di una mano magica ed invisibile

Esiste una città nella quale saprei di trovarmi anche se fossi bendata e mi ritrovassi per le sue strade così, all’improvviso, come se una mano invisibile e magica mi ci avesse trasportato ad una velocità supersonica dalla scrivania alla quale sono appoggiata adesso.

Esiste una città, sempre la solita, che riconoscerei subito soprattutto sotto Natale.

Riconoscerei gli odori di cannella e cioccolata calda, il fremito dei passanti di fretta e lo scalpiccio dei loro passi insieme ai sacchetti che portano con sé; mi basterebbero 10 secondi per capire la lingua in cui sono pronunciate le frasi che rimangono a mezz’aria, non concluse, e percepire il clima sognante.
Ogni angolo di Londra mi parlerebbe di sé per farsi scoprire.
Aprendo gli occhi mi esploderebbero davanti miriadi di luci, fisse, a intermittenza, colorate o bianche. Potrei essere ad Oxford Street, ai mercatini famosi di Camden Town, Borough Market…ma in ogni caso troverei sempre lo stesso filo conduttore: festa.

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Tra tutte le scelte possibili però, vorrei dirigermi verso il Columbia Flower Market. Perchè magari la mano magica ed invisibile mi ha portato a Londra di domenica e di domenica in Columbia Road,  i profumi del Natale si amplificano insieme a quelli di numerose specie di fiori. Tantissimi venditori ambulanti espongono la loro mercanzia proveniente da ogni parte del mondo e tutto ciò che emana dalle bancarelle è bello quanto l’atmosfera che si crea. Mi lascerei trasportare per quelle vie, tra alberi di natale e addobbi, margherite e specie esotiche di cui non conosco il nome. Oltre agli ambulanti, ogni negozio sembrerebbe essere nato per stare solo lì e da nessun’altra parte, ogni tassello s’incastrerebbe alla perfezione.

Posso comprare una rosa, una bevanda speziata e una fetta di apple pie, continuando a vorticare nelle emozioni e nei sapori che solo i mercatini londinesi sanno regalare. L’energia che si sprigiona per le strade rende ogni parte della capitale ancora più bella e adesso che sono qua con l’immaginazione vorrei non andarmene. Passeggerei così ancora per Carnaby e Regent Street, passerei dai luoghi più conosciuti nel mondo per ammirare l’effetto che fa essere ricoperti di luce.

Londra ogni anno ci dimostra di come la bellezza non abbia limiti: non importa quanto e come una città esprima il suo potenziale di armoniosità e fascino, alcuni eventi o periodi dell’anno la porteranno inevitabilmente a raggiungere standard più elevati, talmente tanto alti che potranno essere apprezzati anche stando seduti davanti a una scrivania e con una mano invisibile e magica a disposizione.

Scoprire questa città apre spazi inesplorati nel viaggiatore. Che tu ti trovi a Londra per studiare o per un altro scopo, rimarrai stupito dalla travolgente carica di novità che questa capitale nord-europea porta con sé. Se sogni in grande, qua troverai le risposte giuste.

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6 Vacanze Studio con Harry Potter

Se anche voi siete appassionati della saga fantasy che ha visto protagonista il mago più famoso di sempre, non potete lasciarvi sfuggire l’occasione di visitare i famosi Warner Bros Studios vicini a Londra!

Numerosi i set che troverete all’interno degli enormi studio nei quali sono state girate le scene dei film: dalla sala comune di Grifondoro, allo studio di Silente, passando per l’aula di pozioni e gli interni del Ministero della Magia, il tutto corredato dagli oggetti originali usati nel film come le bacchette e gli Horcrux! Potrete passeggiare per le strade di Diagon Alley, nella famosa Privet Drive, gustarvi una burrobirra, le cioccorane o le caramelle tutti i gusti + 1. 

Le ambientazioni ed ogni loro dettaglio diventeranno finalmente tangibili, uscendo dall’universo dell’immaginazione per diventare reali.
O forse è anche vero il contrario: la magia di toccare con mano cose fino a quel momento solo nella nostra testa sarà finalmente possibile e diventerà un ricordo indelebile!

“Certo che sta accadendo dentro la tua testa, Harry! Dovrebbe voler dire che non è vero?” (Albus Silente, I doni della morte – Parte II)

Con Primavera Viaggi potrai vivere tutto questo e molto di più!
Scopri di più sui nostri programmi che includono il tour di Harry Potter:

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Cercando Itaca

Fabio aveva sempre pensato che le storie e l’immaginario collettivo intorno ad Itaca fossero decisamente inflazionate. La storia di Ulisse, e poi sì, tutta l’Odissea a suo parere avevano ormai acquisito nel corso dei secoli un retrogusto scontato. Cosa poteva esserci di così innovativo ancora? Alla soglia dei suoi 17 anni non riusciva proprio a cogliere la portata e la ricchezza di significato che tutti attribuivano a Itaca. Eppure nel suo piccolo aveva viaggiato e anche per periodi abbastanza lunghi. Aveva avuto la possibilità di passare un mese fuori casa, scoprire città nuove, ascoltare suoni di lingue diverse, assaggiare sapori e vedere colori inusuali.

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Il segreto di quella parola gli si sarebbe rivelato di lì a poco e l’avrebbe svegliato come una secchiata di acqua fredda.

Successe un giorno mentre tornava a casa verso sera, quando le luci dei lampioni erano già accese ma non riuscivano comunque ad illuminare la strada. E c’era aria di attesa; la realtà davvero stava tramando per far scoprire a Fabio un significato nuovo, che lui fino a quel momento aveva ignorato.  Il cancello della casa del vicino si richiuse di colpo con un botto, esplodendo altisonante e solenne come il rintocco di una campana. Improvvisamente si trovò ad affrontare una sensazione nuova, che non aveva mai provato prima. Il suono del cancello attraversò i suoi pensieri all’indietro, corse tra miriadi di immagini e riportò alla luce una scena di qualche anno addietro, le immagini così nitide.

Era ancora un bambino e quel giorno di settembre pioveva e iniziavano a tirare le prime folate di vento più freddo, quelle che spazzano via il profumo dei fiori estivi. Stava rientrando dalle vacanze con i suoi genitori e la macchina carica di valige aspettava nel vialetto, davanti al suo cancello e anche a quello dei vicini che sbatacchiava senza sosta. Nell’aiutare a scaricare i bagagli si era completamente bagnato e dopo diversi sforzi lui e i suoi genitori erano riusciti finalmente a portare tutto al riparo del portico a piano terra. Suo padre era andato a parcheggiare la macchina e poi era corso di nuovo da loro. Al riparo sotto il portico, in quella fortezza di amore Fabio aveva capito il significato di famiglia. Non che prima non lo sapesse; era solo riuscito a toccarlo con mano, a sentirlo vivo dentro di lui. Sapeva già allora che quel sentimento non l’avrebbe mai abbandonato.

Proprio quel giorno, davanti al cancello dei vicini che rievocava un momento lontano, capì. Itaca aveva sempre avuto un significato affascinante e nascosto perché non era una meta lontana nello spazio. Non era un luogo fisico, da ricercare con una barca o un esercito. Itaca era in realtà per ciascun essere umano quello che per lui era la pace sotto un portico a riparo dalla tempesta. Un ricordo ricco di emozione, da ricercare con fatica ed impegno ogni giorno. La felicità! Ecco perché tutti volevano così tanto raggiungere quell’isola ed ecco perché non si trovava mai davvero, perché, come nel caso di Ulisse, il viaggio non avrebbe mai potuto avere fine, sarebbe stata una scoperta continua ogni giorno, con tanti imprevisti, contrattempi e sfide da affrontare. In quel susseguirsi vasto di eventi, ogni tanto, Itaca sarebbe apparsa all’orizzonte. Si nasconde inaspettatamente dietro cancelli che sbatacchiano, in profumi inattesi, in canzoni e suoni di voci nell’aria. Spesso assume forme nuove, che a loro volta diventano ricordo da rievocare in tempi e modi inaspettati.

Da quel momento, lo studio della storia dell’isola di Ulisse lo portò ad imbattersi nel progetto Itaca:

Un bando di concorso per offrire a studenti della scuola secondaria di secondo grado un percorso di mobilità internazionale, di crescita umana, sociale e culturale attraverso la frequenza di un intero anno scolastico, o parte di esso, presso scuole straniere localizzate all’estero.

Il mese successivo Fabio avrebbe deciso di sfruttare l’occasione e studiare fuori per diversi mesi. Sarebbe stato fuori, in mare aperto, portando con sé Itaca da riscoprire o scoprire per la prima volta.

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